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Ing. Luigi Portalone

Ing. Luigi Portalone

Nato a Canicattì il 27 aprile 1902 compì gli studi primari nella sua città natia,  passò al Liceo di Caltanissetta e quindi al Politecnico di Torino e si trasferì presso l'Università di Padova, nella quale conseguì brillantemente la laurea di Ingegneria.
 
All'età di ventisette anni, vinse il concorso come ingegnere-capo dell'Ufficio Tecnico del Comune di Canicattì e vi rimase in carica fino agli anni sessanta.
 
La sua pluridecennale ed ecomiabile attività professionale venne sugellata dalla Commenda al merito della Repubblica.
 
A lui deve molto Canicattì, per avere egli contribuito a cambiarne il volto in città moderna. 
 
L'opera che maggiormente nè esalta l'arte è la Torre dell'Orologio che di Canicattì è diventata l'icona. Progettò e dirisse i lavori dal 1930 al 1932.
 
Nel 1932 dirisse i lavori della Casa Balilla;
 
Dal 1933 al 1938, sistemò della rete idrica e fognaria del comune.
 
Dal 1934 al 1935, ristrutturò il Palazzo Comunale dotandolo di un secondo piano e di un seminterrato.
 
Nel 1935 realizzava a Borgalino l'edificio delle Scuole Elementari Francesco Crispi, là dove sorgeva un orto abbandonato, una parte del quale fino alla seconda metà degli anni settanta ospitò il Liceo Classico Ugo Foscolo. dallo stile solenne ed austero ma nello stesso tempo dai richiami classicheggianti dell'era augustea.
 
Nel 1936 realizzò insieme all'architetto Serafino Tavella, la Colonia Montana, realizzata in seguito ad una cessione gratuita di un podere in Contrada Rinazzi dal cav. Luigi Gangitano fu Marco, che dedicò alla figlia, morta in giovane età e denominata Colonia Elioterapica Giuseppina Gangitano Agnello. 

Dal 1936 al 1938, fu impegnato nella sistemazione della Via Marsala, oggi Via Marconi, con notevoli difficoltà dovute alla natura assai scoscesa del suolo.
 
La sua attività non si svolse entro i confini comunali, a lui si devono anche edifici scolastici e case popolari a Milazzo e a Santo Stefano di Camastra;
 
Riconoscimenti per lavori effettuati, provengono dai comuni di Campobello di Licata, Ravanusa, Delia, San Cataldo.
 
Dopo la guerra, continuò il suo arduo lavoro nella riscostruzione del paese, con la riparazione di strade, acquedotti, serbatoi, condotte idriche, restauro di edifici pubblici, sistemazione di scuole e costruzione di case popolari.
 
Tra il 1951 e il 1952 veniva attivata una sezione staccata dell'Istituto Foderà di Agrigento, che in pochi anni si popolava di alunni, ottenendo l'autonomia e assumendo il nome di Istituto Tecnico Galilei, con sede nell'edificio scolastico di Viale Regina Elena, che era stato costruito per le Scuole Elementari dall'ingegnere Poratalone.
 
A lui si deve anche il progetto del Supercinema costruito tra il 1958 al 1960.
 
Morì a Canicattì il 25 febbraio 1990, all'età di ottantotto anni.

 
 
 
 
 
 
 

 

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