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Don Vincenzo Munda

Don Vincenzo Munda

Nato a Canicattì il 23 giugno 1889 (registrato il 24 e con il cognome di Munna), il padre Michele Munda, un mastro muratore e la madre Maria Bonsangue, una casalinga.
 
Ad avviarlo alla vocazione religiosa, dopo il compimento degli studi primari, fu il salesiano don Antonio Fasulo,  il quale lo fece entrare nell'aspirantato del collegio di Pedara. La sua vestizione avvenne nello studendato filosofico di San Gregiorio di Catania. Dopo aver compiuto l'anno di noviziato emise, secondo la regola dettata da don Bosco, i voti triennali di povertà, castità e ubbidienza.
 
Intraprese, gli studi liceali e filosofici, al termine dei quali iniziò il tirocinio nei collegi e oratori salesiani. Prima di procedere agli studi teologici, fece la professione relligiosa con i voti perpetui.
 
Durante la prima guerra mondiale fu chiamato a prestare il servizio militare ed ebbe modo di dimostrare tra i soldati la sua umana bontà e la profonda fede. terminato il conflitto ricevedde l'ordinazione sacerdotale a caltagirone il 20 dicembre 1919.
 
Intanto nel suo animo si andava sempre più consolidando quella vocazione missionaria, che era germogliata in lui fin dall'adolescenza a contatto diretto con la veneranda figura di padre Gioacchino La Lomia.
 
Rivoltosi ai superiori, ottenne l'autorizzazione a partire per le missioni. Gli venne asseganta la lontana Cina il 28 agosto 1921. Le enormi fatiche ne compromisero la salute, tanto che i medici gli riscontrarono diverse malattie, ma egli non si dette mai tregua e continuò per ventitrè anni, nel suo incessante lavoro di apostolato e di solidarietà umana e cristiana verso tutti e in particolare verso i poveri e gli infermi.
 
Morì in Cina, il 29 luglio 1945, all'età di cinquantasei anni, fu trucidato da alcuni sherri della guerra che imperversava allora tra nazionalisti e comunisti.
 
Fu sepolto a Lai How Kiu, ai piedi dell'altare di una cappella; poi il suo corpo venne riesumato ed ebbe tribute solenni onoranze funebri con una messa pontificale celebrata dal vescovo mons. Michele Alberto Arduino, ed una degna tomba nella chiesa di San Giuseppe di Ho-Sai.

 
 
 
 
 
 
 

 

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