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Arcidiacono Vito Marco La Lomia

Vito Marco La Lomia

Nato a Canicattì il 26 marzo 1767, il padre don Giacinto La Lomia e la madre Maddalena Sanchez, il battesimo fu il giorno successivo
 
La vocazione religiosa sbocciò fin dai primi anni dell'adolescenza, entrato nel seminario di Agrigento, si distinse subito per le sue elevate doti d'intelligenza.
 
Ordinato sacerdote, ebbe inizio per lui l'attività didattica di alto livello per la formazione dei nuovi ministri ecclesiali.
 
Nel biennio, tra il 1935 e 1837, di sede vacante nella diocesi di Agrigento, il vicariato episcopale fu esercitato proprio da lui.
 
Ammirato per l'acutezza d'ingegno e la profonda formazione giuridica, fu per molti anni rettore del Seminario di Girgenti e professore di Sacra Teologia nel Collegio dei Santi Agostino e Tommaso.
 
Di lui l'arciprete Luigi La Lomia lasciò scritto che fu "il più dotto dei dotti, il primo in ogni scienza e disciplina, la fenice di tutti gli ingegni".
 
Morì il 23 settembre del 1843, in seguito ad un incidente incautamente provocato da un suo domestico, lui intento alla lettura, seduto nella sua poltrona prediletta, quando l'inserviente fece cadere una candela dentro il cassetto, in cui c'era della nitroglicerina, le fiamme gli procurarono delle scottature tali che lo poratarono alla morte. Aveva sessantasei anni.
 
Il suo ritratto è esposto nella sacrestia della Matrice.

 
 
 
 
 
 
 

 

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