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Prof. Vincenzo Palumbo

Vincenzo Palumbo

Nato a Canicattì il 25 agosto del 1911, qui trascorse la fanciullezza e fu avviato agli studi. 
 
Le Scuole Superiori le fece, al Collegio San Michele di Acireale e poi al Convitto Nazionale di Palermo ed ad appena sedici anni aveva consequito il diploma di maturità classica.
 
Frequentò l'Università di Medicina e Chirurgia a Roma ed ottenne la laurea a soli ventidue anni. Scelse di intraprendere il Corso di Specializzazione in Chirurgia, alla scuola del professor Pietro Valdoni, famoso insigne chirurgo a livello internazionale, considerato il fondatore della Chirurgia moderna in Italia, il quale riuscì a salvare la vita di Palmiro Togliatti nell'attentato del 1948. Si formò alla sua scuola e come suo assistente , all'università di Modena, dove con scrupoloso rigore scientifico, ottenne la specializzazione in chirurgia generale.
 
Costretto a lasciare tutto dalle vicende belliche del secondo conflitto mondiale, e a partire per il fronte. Nel 1943 si trovava in Albania, quando fu fatto prigioniero dai militari tedeschi e deportato in Germania. Solo nel 1945, alla fine della guerra riuscì a ritornare in italia e riprendere la sua attività all'istituto di Patologia Chirurgica dell'università di Roma.
 
Dove riuscì a conseguire la libera docenza in Patologia Chirurgica.

Intanto il desiderio di rendersi autonomo e di poter fare nuove esperienze lo indusserò a lasciare la docenza per la assumere la carica di primario chirurgo presso l'Ospedale di Giulianova, dove ebbe ad ampliare la sua sfera d'azione anche nel campo dell'Ortopedia, dell'Ostetricia e della Ginecologia.
 
L'amore per la sua città natia lo indusse ad affrontare un concorso e fu così che si stabilì come primario chirurgo e come direttore sanitario nell'Ospedale Civile Barone Lombardo.
 
Furono vent'anni di intensa attività, all'età di sessantacinquea anni rassegnò le dimissioni, con un forte senso di commozione nel volto di tutti.
 
Di lui si ricordano le sue esemplari doti umani e professionali. La sua dedizione alla scienza è attestata dalla sua ricca biblioteca, composta da più di diecimila volumi. Il suo manuale di "Piccola Chirurgia" costituisce una guida sicura per quanti, studenti o giovani medici, si accingono ad affrontare questa ardua scienza.
 
Morì a Roma il 30 novembre 1980.

 
 
 

 

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