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Quinto Itinerario

Lasciati a destra la fontana del Nettuno, detta Petreppaulu ed emblema della città di Canicattì (vedi Primo Itinerario), s'imbocca a sinistra il largo e pianeggiante Corso Umberto, detto anche "lu cursu", salotto della città e luogo di aggregazione in stretta relazione con "la chiazza".

In esso si affacciano i circoli, alcuni dei quali ormai chiusi, che hanno costituito per decenni i luoghi privilegiati della vita associativa ed aggregativi dei canicattinesi.

Su di esso si affacciano edifici ottocenteschi e qualche esempio di architettura precedente, che affiora sotto le superfetazioni e ricostruzioni, come ad esempio l'interessante prospetto del settecentesco Palazzo Rinaldo (o Rinallo), a destra, che presenta un'elegante ripartizione del paramento murario con leggere paraste sormontate da capitelli.

Accanto si legge l'ingombro volumetrico dell'ex chiesa Santa Rosalia.  Dopo un passato ricco di storia, tra l'altro ha svolto il ruolo di Chiesa Madre prima dell'edificazione dell'attuale, è stata completamente trasformata subito dopo la seconda guerra mondiale in Palazzo delle Opere Parrocchiali, per accogliervi le iniziative pastorali e, successivamente la sede cittadina delle ACLI. Il patrimonio artistico è stato in parte trasferito in altre chiese e luoghi di culto della città.
 
Nei locali accanto si trova il Circolo degli Uomini Cattolici, ora Circolo Cattolico, carico di storia per il movimento cattolico cittadino e della resistenza antifascista: fu per questa ragione incendiato e saccheggiato.

Più avanti a sinistra Casa Lombardo, ed a piano terra i locali dell'ex circolo dei commercianti.

Accanto si erge l'alto prospetto dell'ottocentesco Palazzo Lombardo-Adamo, con a piano terra i locali dell'ex circolo degli operai.
Più avanti, sullo stesso lato, si aprono le finestre del Circolo di Compagnia.

È interamente inglobato all'interno dell'edificio,  il Collegio di Maria, istituito alla fine del Settecento nei locali di un ex ospedale. 
Annessa al Collegio e perfettamente allineata con il paramento murario del prospetto su corso Umberto, si trova la chiesa San Giuseppe.
Sempre in continuità con il medesimo paramento murario si trova la facciata del Municipio, dagli essenziali caratteri architettonici e stretta tra la facciata della chiesa San Giuseppe e la torre campanaria della chiesa San Diego.

Di fronte si erge la compatta mole di Casa Cucurullo, della seconda metà del XIX secolo.

Lasciato a destra il Monumento ai caduti, si giunge alla confluenza di diverse strade che costituisce il centro del traffico urbano e  di fronte la chiesa si allunga l'animatissimo e frequentatissimo viale Regina Margherita, che viene oggi considerato il salotto della città e su cui si affacciano eleganti negozi, che rappresentano una parte significativa del vasto numero degli esercizi commerciali della città, che costituiscono uno dei motori principali dell'economia canicattinese.
 
Svoltati a sinistra in via Cesare Battisti, s'incontra lo slargo su cui si apriva il portico in cui, fino a qualche decennio fa, era sistemata la Pescheria Comunale, detta "Piscaria", oggi trasformato in ufficio pubblico.

Oltre il ponte di via Domenico Cirillo lo sguardo si allarga su largo Aosta, dominato dalla grande quinta dell'edificio della Scuola Media Verga, in origine un mulino: lo slargo è tuttora chiamato "Parco della Rimembranza", in ricordo degli alberi che erano stati piantati e dedicati ciascuno ad un canicattinese caduto nel primo conflitto mondiale. Per perpetrare tale appellativo, recentemente è stato piantato al centro di un'aiuola, il carrubo dei giudici Saetta e Livatino, dedicato ai due magistrati canicattinesi, vittime dell'efferatezza mafiosa.

Il resto del piano, verso ovest, è stato recentemente sistemato per distribuirvi la stazione delle autolinee e le strutture che al mattino sono destinate ad un animatissimo e frequentato mercato ortofrutticolo.

Proseguendo verso sud-est, attraversando i quartieri residenziali moderni, si giunge nel quartiere Rovitelli, contraddistinta dalla mole della moderna chiesa B. M. V. Ausiliatrice, affidata alla locale comunità dei Salesiani. 

L'uscita del centro abitato verso Licata è costellata da grandi magazzini e centro commerciali di diversa natura, che accompagnano il visitatore verso le contrade più amate dai canicattinesi, costellate da ville e masserie, alcune risalenti anche alla seconda metà del XIX.

È il caso di Cuccavecchia, la prima che s'incontra a sinistra, non appena conclusa la zona commerciale, e dominata in alto da una torre.

Più oltre si allunga la collina e l'altopiano di Rinazzi, che indica un insieme di contrade contigue e limitrofe che negli ultimi decenni si sono progressivamente arricchite di villini per la residenza estiva di tanti canicattinesi, proseguendo la vocazione della zona, già inaugurata agli inizi del secolo scorso.

Tra le più significative ville storiche del circondario sono da ricordare la villa Bordonaro, di fronte Cucca Vecchia, degli inizi del XIX secolo, e la villa Adamo, già La Lomia, realizzata tra il 1912 ed il 1913, in un attardato stile eclettico di gusto neomedievale, dall'architetto catanese ed allievo di Ernesto Basile, Francesco Fichera.

Più a valle si estende la villa Giacchetto, vasta tenuta dei baroni La Lomia e di fronte troviamo il Baglio della famiglia Adamo.