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Barone Agostino La Lomia

Barone Agostino La Lomia

Nacque il 30 gennaio 1905 da Salvatore e Anna Giudice

Era Duca di Giantonina e barone di Renda, Carbuscia e Torrazze, signore di Giantonina, Abate Laico dell'Abbazia di Giacchetto, vice presidente del Banco di Credito Siciliano, commendatore della Corona d'Italia.

Ultimo rampollo di una nobile famiglia, amava la bella vita, sempre presente nelle grandi manifestazioni mondane.
 
Personaggio piuttosto bizarro originale a tutti i costi, famoso per i suoi vissuti raccontati con doverosa dovizia di particolari.

Ideatore di scherzi, si esibiva nelle più disparate occasioni attirando su di sè l'attenzione dei media. Memorabile il necrologio sulla morte del gatto S.E. referendario Paolo Annarino Gatto, o la nomina a duca di Santa Flavia del merlo acquatico don Turiddu Capra che gli teneva compagnia.

Divenne membro dell'Accademia Parnasiana per conquistarsi la personalità di uomo di cultura.

Uomo molto superstizioso, cambiava spesso il fazzoletto di seta nel taschino della giacca a seconda dello stato d'animo.

La vicenda umana del barone La Lomia fu segnata dal pignoramento prima e quindi dalla perdita di un importante palazzo di piazza Politeama a Palermo.
 
Il barone si ritirò a Canicattì e visse tristemente e in solitudine i suoi ultimi anni.   
 
Il 22 Ottobre 1967 si autocelebrò un finto funerale nel cimitero di Canicattì ed inaugurò la sua tomba brindando con vino e mangiando pane e mandorle.

Morì il 21 gennaio 1978 a Catania e il suo funerale fu celebrato nella chiesa di San Domenico.

 
 
 
 
 
 
 

 

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