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Chiesa S. Diego

San Diego

Lasciato a destra il Monumento ai Caduti, in Corso Umberto I°, si giunge alla confluenza di diverse strade che  costituisce il centro del traffico urbano e dell'intera città, in questo spiazzo, Largo Savoia o Piazza San Diego, campeggia la facciata della Chiesa San Diego (ex Chiesa San Sebastiano).

L'istanza per edificare una chiesa in onore di San Sebastiano fu inoltrata al vescovo di Girgenti dalla Confraternità di San Sebastiano, come ex voto in seguito a una grave epidemia di peste. 

Il culto del Santo francescano spagnolo si diffonde a Canicattì, ben presto, intorno alla metà del XVII secolo, quando  venne aggiunta una cappella a lui dedicata nella  preesistente Chiesa San Sebastiano.

A causa delle cattive condizioni di quest'ultima, venne deciso di sostituire la ostruzione, edificata tra il 1576 ed il 1583, con l'attuale, dedicata a S. Diego (Protettore di Canicattì) i cui lavori iniziarono nel 1770 e terminarono nel 1782 con la realizzazione dei portali lapidei.

Dagli ultimi del '600 al 1765 la chiesa venne usata come Matrice e dal 1875 come succursale della stessa. 
 
La parrocchia viene eretta con decreto vescovile il 24 dicembre 1933.

 
Pianta San Diego

La facciata, invece, risale al 1865, la cui mole si staglia nel panorama urbano con un prospetto in pietra arenaria, nella cui nicchia centrale campeggia la statua dedicata a S. Diego e il Campanile costruito nel 1880 con una caratteristica cupola rivestita da piastrelle maiolicate.

 

L'interno longitudinale è a tre navate separate da robusti pilastri ed interamente rivestito di splendidi stucchi.

Gli Stucchi

Questi risalgono al 1791, come leggiamo dal cartiglio sottostante la cartella che sovrasta l'arco trionfale. 

Nonostante siano stati più volte ripresi e sebbene oggi necessitano di urgenti consolidamenti e restauri, gli stucchi mantengono ancora il loro disegno originario e consentono di leggere l'unitarietà del progetto dell'apparato decorativo. 

La raffinatissima esecuzione raggiunge il suo culmine nei volti, incorniciati da turbanti, raffigurati nelle chiavi di volta degli archi della prima e quarta campata. 

 
San Diego E la vergine

L'omogeneità dell'ambiente è violentemente spezzata dalla Gloria dello Spirito Santo, che sovrasta il cappellone dell'altare maggiore: questa parte della chiesa è stata ricostruita insieme all'altare marmoreo dopo l'incendio del 1932, in cui tra l'altro andò perduta la statua lignea eponima.
 
Nonostante le tristi vicende descritte, oggi nella chiesa sono conservate alcune interessanti opere d'arte. Al XIX secolo risale la statua lignea raffigurante B. M. V. della Provvidenza.
 
Più cospicuo è il patrimonio pittorico eseguito in gran parte dalla Bottega dei Guadagnino nella volta, rispettivamente dall'ingresso, i dipinti raffigurano Il Ringraziamento di Noè dopo il diluvio, Il Sacrifico di Isacco e S. Diego con la Vergine intercedono per la città di Canicattì presso il Redentore.

 
Sant'Alfonso De Liguori

Nella seconda cappella della navata destra è conservata la tela attribuita a Pietro Guadagnino raffigurante B. M. V. con Anime del Purgatorio, mentre le due tele della navata sinistra, raffiguranti rispettivamente Pentecoste e S. Alfonso Maria De Liguori, vengono concordemente attribuite a Francesco Guadagnino.

L'ultimo dipinto della volta, raffigurante S. Sebastiano curato dalla vergini, e quello sul presbiterio con l'Apoteosi di S. Diego, sono stati eseguiti dal pittore acese Valente Assenza nel 1932, in sostituzione di quelli andati perduti con l'incendio.

 

Di fronte la chiesa si allunga l'animatissimo e frequentatissimo Viale Regina Margherita, che viene oggi considerato il salotto della città e su cui si affacciano eleganti negozi, che rappresentano una parte significativa del vasto numero degli esercizi commerciali della città, che costituiscono uno dei motori principali dell'economia canicattinese.