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Vito Soldano

Vito Soldano

A sei chilometri da Canicattì tra la SS 122 e la trazzera Canicattì Castrofilippo, si sviluppa il sito di Vito Soldano, uno dei pochi centri Romano-Bizantini  dove sono affiorati nel tempo resti di antiche città  e dove sono stati ritrovati reperti e monete appartenenti a diversi periodi storici.

La zona di Vito Soldano delimitata idealmente dal Castello di Naro, dal monte Castelluccio di Racalmuto, dalla Serra Puleri e monte Bardaro verso Caltanissetta, era da tutti considerata fonte di benessere e fertilità per la ricchezza delle acque.  E' da ritenere che il sito era un insediamento greco, che avrebbe avuto maggiore sviluppo nel periodo romano-bizantino.

Al tempo della conquista araba l'antica città avrebbe assunto la denominazione di Vito Soldano con riferimento ad un importante dignitario musulmano.

L'antica città era in posizione strategica lungo la via che congiungeva Agrigento con Catania attraverso Caltanissetta ed Enna.

 

Grazie agli scavi realizzati nel 1956 dalla Sovraintendenza alle Antichità di Agrigento, sotto la direzione della canicattinese archeologa Maria Rosaria La Lomia, sono affiorate diverse costruzioni.

La campagna di scavi portata avanti dall'archeologa, ha consentito l'individuazione di resti di terme romane, risalenti al III IV secolo d. C. che ha avvalorato l'opinione di quanti identificavano Vito Soldano con Corconiana, una delle otto stationes dell'itinerario Catina-Agrigentum. 

La rete di stationes, ossatura del cursus publicus, cioè il servizio postale romano, garantiva ai viaggiatori una sicura assistenza e quella di Corconiana assumeva un ruolo importante nel contesto economico, sociale- politico dell'età romana.
Maria Rosaria La Lomia descrive  due ambienti termali: uno chiamato dai contadini l'Ecclesiastra nome che suggerisce il riadattamento dell'edificio a chiesa cristiana.

I vari ambienti sono stati danneggiati dai contadini e dall'incuria delle autorità competenti; gli spazi sono stati utilizzati addirittura come recinto per animali, i contadini hanno scavato una buca profonda un metro e mezzo alla ricerca di un ipotetico tesoro.  

Nei primi anni '70 nel sito di Vito Soldano un altro saggio di scavi ha portato alla luce ulteriori avanzi dell'abitato : di particolare importanza il blocco di architrave con epigrafe in latino. 
In anni più recenti si è avuto un altro intervento assai limitato e di cui non sono stati resi ancora i risultati.

Lo scopo della Sovraintendenza è quella di riportare alla luce altri ambienti che si svilupparono attorno alle terme.

Vito Soldano

La scoperta di diverse monete hanno scatenato, inoltre,  la fantasia popolare, le cosiddette leggendi Plutoniche che probabilmente potrebbero trovare origine e spiegazione nella natura del terreno dove esistrono grotte ricche di cristalli di gesso e stalattiti che intraviste alla luce di fiaccole e lumi di qualche ardito esploratore avrebbero determinato sogni di ricchezza.

Le leggende di Vito Soldano narrano tutte di un tesoro arcano il cui ritrovamento porterebbe ricchezza a tutta la sicilia.